Progetto Istruzione Futuro

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Democrazia per l’Italia, associazione completamente autonoma da partiti e da istituzioni, ha ripreso un progetto lanciato dal suo presidente alla fine degli anni Novanta. Tale iniziativa denominata “Progetto Istruzione Futuro” elaborò un disegno di legge quadro con la consulenza di scienziati di notevole valore, che misero a disposizione i loro saperi gratuitamente. Tale disegno di legge doveva essere presentato nella forma dell’iniziativa legislativa, ma giunse solo ad ottenere circa ventimila firme. Dopodiché, appena nata Democrazia per l’Italia, accanto alla lettera aperta al Presidente della Repubblica (quattordicimila adesioni), inserì nel proprio programma l’elaborazione di un disegno di legge generale sull’istruzione scolastica, sulla base degli articoli 33 e 117 della Costituzione.

Noi vogliamo fare un appello di etica della responsabilità a tutti i cittadini sul fatto dell’importanza della priorità dell’istruzione e nel contempo desideriamo far comprendere l’urgenza e la gravità dei suoi problemi.

L’inadeguatezza dei provvedimenti adottati in campo scolastico ha prodotto, e continua a produrre, negative ripercussioni nella vita sociale, economica e politica del Paese. Chiediamo dunque ai cittadini, ed in primo luogo a coloro che hanno competenze e capacità, di formare opinione, di appoggiare in ogni possibile modo il nostro progetto, che ha per obiettivo la riforma dell’intero sistema d’istruzione (dai nidi d’infanzia alla scuola dell’adolescenza fino a 18 anni) e l'organizzazione di un nuovo ordinamento denominato "formazione degli adulti" che segue la persona lungo tutto l'arco della sua vita. Tale riforma dovrà essere organica e radicale e sarà promossa attraverso la già citata proposta di legge delega, che verrà presentata alla società civile, alle associazioni, ai movimenti e ai partiti politici. Tale iniziativa legislativa contiene sia la definizione dei principi, degli obiettivi fondamentali e degli indirizzi generali, sia l’individuazione degli strumenti, dei tempi e delle fasi di attuazione. La logica è quella della pianificazione di interventi pluriennali, dai quali discenderanno provvedimenti legislativi.

All’inizio del terzo millennio, questo sforzo di progettazione è assolutamente indispensabile, perché abbiamo bisogno di pensare in grande, di sperare, anche con la forza dell’utopia, in una società migliore, nella quale l’istruzione rappresenti un’istituzione prioritaria e centrale per la crescita civile.

Gli obiettivi fondamentali del Progetto Istruzione Futuro si possono ricondurre ai seguenti:

  • dare ad ogni persona una formazione individualizzata, rispondente alle proprie attitudini ed aspettative, tenendo in considerazione le istanze di una società in rapido mutamento, che richiedono la piena utilizzazione dell’intelligenza di ognuno. La prospettiva è quella di una qualificazione capace di equilibrare formazione generale e competenze tecniche; saper fare ma anche saper pensare per ideare cose nuove e farlo in modo nuovo;
  • contrastare l’esclusione e favorire una armonica evoluzione del sistema sociale;
  • realizzare la democrazia sostanziale, nel senso di consentire l’accesso di ciascuno alla cittadinanza sociale, oltre a quella giuridica e politica;
  • consentire a tutti i cittadini dopo i diciotto anni di frequentare, in modo facoltativo, ordinamenti che sono raggruppati nel segmento “formazione per gli adulti”. Tale istituzione è organizzata in modo efficiente e la sua efficacia è riferita a tutto il territorio italiano. Si tratta di un’iniziativa innovativa che forse non ha precedenti nella storia dell’istruzione nel mondo.

Sulla base di tali obiettivi si individuano le seguenti linee strategiche:

  • suscitare il desiderio di apprendere e di sapere. Trasmettere alla gioventù la curiosità e la soddisfazione della cultura;
  • dare una formazione di base unitaria che elevi il livello culturale medio, in quanto fattore di sviluppo della società contemporanea;
  • orientare i percorsi degli individui piuttosto che selezionare ed escludere e soprattutto valorizzare il talento e le doti personali, consentendo ad ognuno un più agevole ingresso nel lavoro e nelle relazioni sociali;
  • spostare l’ottica della centralità dell’insegnamento alla centralità dell’apprendimento, sviluppare un sistema d’istruzione permanente come supporto alla persona lungo tutte le fasi della sua vita (alta formazione, formazione professionale, nuova scolarizzazione, formazione culturale)
  • educare ai compiti, ai doveri, ai diritti del cittadino e assicurare la competenza, il giudizio critico e il senso di etica della responsabilità, necessari per effettuare scelte autonome;
  • educare il cittadino attraverso una politica dell’istruzione che si fondi sui valori della Costituzione della Repubblica italiana;
  • promuovere non solo un arricchimento della cultura acquisita ma anche un allargamento delle opportunità di scelta dei consumi culturali.

La realizzazione di tali azioni strategiche presuppone alcune innovazioni strutturali:

  • riqualificazione della funzione dei docenti: migliorare la loro formazione iniziale e ricorrente, assegnare precise responsabilità, restituire autorevolezza, soddisfazione e gioia di insegnare;
  • decentramento delle funzioni amministrative ed autonomia organizzativa, didattica, funzionale e finanziaria nella gestione degli istituti scolastici;
  • istituzionalizzazione di relazioni e scambi con il territorio: con enti locali, con le istituzioni operanti nella cultura, nell’arte e nella comunicazione, con la ricerca scientifica, con gli operatori economici e le organizzazioni dei lavoratori;
  • ridefinizione del sistema pubblico integrato dell’istruzione, costituito da istituti scolastici regionali e da istituti scolastici paritari, al fine di ottenere una sempre migliore gestione dell’istruzione scolastica, che si ispira ai principi di libertà e pluralismo;
  • estensione del diritto-dovere scolastico a 18 anni, con carattere obbligatorio, attraverso un ordinamento denominato “dell’infanzia” ed un altro denominato “dell’adolescenza”, con inizio a cinque anni e con un percorso globale obbligatorio di tredici anni. È prevista la possibilità, a partire dall’età di 16 anni, di frequenza a tempo parziale, contestualmente all’inizio di un’attività lavorativa;
  • unitarietà del ciclo dell’obbligo dell’infanzia e dell’adolescenza, con contemporanea e spiccata valorizzazione dei percorsi individuali, ottenuta anche attraverso la definizione di aree alternative e conoscitive omogenee. Con questa prospettiva si renderà flessibile l’organizzazione della vita scolastica e si potranno personalizzare i percorsi formativi, in modo da prevenire il disagio e l’emarginazione, superare le criticità derivanti dall’omologazione ed assicurare a ciascuno, pur nelle diversità di attitudini, interessi e ritmi di apprendimento, adeguati all'opportunità della crescita culturale e civile;
  • articolare una struttura post-obbligo, non universitaria, denominata formazione degli adulti suddivisa in quattro segmenti, a seconda delle esigenze del cittadino. L’idea base è quella di fornire uno strumento molto importante: imparare ad imparare.

 

Democrazia per l’Italia è consapevole che il successo del “Progetto Istruzione Futuro” dipende dalla disponibilità e quindi dall’adesione di quanti sosterranno questa grande riforma. Democrazia per l’Italia, pertanto, rivolge questo appello a tutti i cittadini ed in particolare sollecita le autorità morali, gli intellettuali e gli esponenti nel mondo culturale della scienza, dell’arte e delle professioni, nella convinzione che in questa area possa effettivamente scoccare la scintilla per il rinnovamento civile della società.

 

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