Progetto Istruzione Futuro

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Disegno di Legge
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Il lavoro che vorremmo PDF E-mail

INDICE:

1. PRINCIPI FONDAMENTALI
2. IL LAVORO E LA COSTITUZIONE
3. IL LAVORO COME ELEMENTO DELL'ECONOMIA SOLIDALE E SOSTENIBILE
4. IL LAVORO DIPENDENTE
5. IL LAVORO AUTONOMO

6. IL NON LAVORO
7. AGENZIA INDIPENDENTE DI TUTELA DEL LAVORO
8. UNO SGUARDO RIVOLTO AL FUTURO

PREMESSA:

Questo documento intende proporre una diversa concezione del lavoro di alto profilo, in un mondo caratterizzato da una economia globalizzata che tende ad una deprivazione dei diritti del lavoro. Il nostro intento è quello di dimostrare che una nuova organizzazione del lavoro, in una visione di umanesimo, è possibile.

Nel documento si fa riferimento prevalentemente alla situazione del nostro Paese, ma lo sguardo è rivolto anche ad un orizzonte molto più ampio e cioè all’intero pianeta.

Il mondo è essenzialmente governato da oligarchie politiche ed economiche che mettono pesantemente in difficoltà le condizioni del lavoro. Questa situazione, che è drammatica, se non corretta, sicuramente determinerà un declino della democrazia che potrebbe anche essere irreversibile. L’attuale sistema economico neoliberista genera una società basata sul mercato globalizzato e caratterizzata da un capitalismo autoritario ed inefficace, come dimostra la crescita esclusiva della Cina. La logica, oggi prevalente, dello sviluppo economico continuo ad ogni costo, anche a scapito dei diritti umani e della stessa sopravvivenza del pianeta, crea una società in cui l’unico scopo è l’ammontare della produzione e dei profitti. Secondo questo orientamento la crescita dovrebbe dare benessere a tutti. Così non è. Infatti, secondo fonte Onu, il 20% più ricco della popolazione mondiale si appropria del 75% del reddito del pianeta, mentre il 20% più povero si deve accontentare dell’1,5%. I 500 individui più ricchi della terra dispongono di un reddito superiore ai 500 milioni più poveri. E se dovessimo considerare il patrimonio posseduto invece della ricchezza prodotta, questi divari sarebbero sensibilmente più accentuati.

In Italia, purtroppo, si sta assistendo a una vera e propria aggressione al mondo del lavoro, per cui   si ritiene necessario progettare e realizzare un cambiamento profondo che consenta di recuperare diritti, tutele e occupazione.
Sono le grandi imprese che detengono potere e ricchezza. Per conseguire questi obiettivi non vogliono vincoli di nessun genere, neanche quelli riguardanti i diritti fondamentali dell’uomo.
In particolare, nel nostro Paese, dove ormai vi è un’alta flessibilità, i datori di lavoro privati e pubblici precarizzano, licenziano e delocalizzano. Lo Stato e il Governo non intervengono in nessun  modo e si rendono complici di situazioni difficili anche nel settore delle partecipazioni statali. Inoltre, il Governo trascura la scuola e la ricerca. Nell’istruzione, in particolare, si genera precarietà e disoccupazione e non si considerano le vere esigenze di educazione dei cittadini. Così si compromette il futuro del Paese.

A fronte di tale situazione, affermiamo che il lavoratore è prima di tutto un cittadino e un uomo. Quindi ogni intervento legislativo deve essere rivolto alla persona, ai suoi diritti, ai suoi interessi e alla sua promozione.

Riteniamo che le organizzazioni politiche e sociali debbano indirizzare la loro attività con l’obiettivo di caratterizzare la vita del lavoratore in una prospettiva di benessere psico-fisico. E ciò non può che riguardare tutti gli uomini, non solo una stretta cerchia di persone che hanno reddito, professione e condizioni privilegiate. La globalizzazione dell’economia non deve comportare una contemporanea depressione dell’occupazione e delle condizioni del lavoro. Se si guarda a tutto il mondo, ciò non sempre è avvenuto perché lo sviluppo talvolta è stato rivolto anche al sistema sociale.

Quando invece lo sviluppo è direzionato unicamente verso gruppi privilegiati, la depressione del lavoro persiste e quindi non si può fare altro che concepire una diversa organizzazione economica che comporti una più equa ripartizione delle risorse produttive, in un’ottica non di competizione distruttiva, ma di elementi nuovi di cooperazione produttiva e commerciale.

La democrazia, la libertà e lo sviluppo sociale sono le condizioni indispensabili per costruire un nuovo ordine mondiale, nel quale la ricchezza sia equamente distribuita e le opportunità siano uguali per tutti gli uomini. Non ci sono alternative a questo obiettivo, e la tutela del lavoro rappresenta forse la più importante condizione per assicurare lo sviluppo della nostra civiltà.

In futuro tutto dovrà essere diverso da ciò che è ora, dapprima riconquistando diritti e tutele ottenuti con le conquiste in Europa del secolo scorso e dopo realizzando l’obiettivo fondamentale: il miglioramento delle condizioni del lavoro in tutto il pianeta. Tutto ciò ovviamente dovrà essere compatibile con l’evoluzione delle condizioni del sistema economico.

Nei capitoli successivi proponiamo i principi fondamentali sul lavoro ed interventi operativi per la loro realizzazione.

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